Il Dialogo



Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo








Il dialogo si svolge lungo l'arco di quattro giornate:


· Giornata prima: confronto iniziale tra sistema copernicano (eliocentrico) e aristotelico tolemaico (geocentrico).


· Giornata seconda: il moto di rotazione giornaliera della Terra. In questa giornata, per spiegare il fatto che l'uomo sulla terra non ne percepisce il movimento, poiché è solidale ad esso, si riporta l'esempio di ciò che avviene all'interno di una barca in movimento.


· Giornata terza: si apre con un'invenzione scenica che conferma la presenza dell'ironia come procedimento retorico all'interno del Dialogo. L'aristotelico Simplicio arriva infatti in ritardo in quanto la sua gondola è rimasta arenata nei canali di Venezia a causa della bassa marea; questo pretesto viene usato da Galileo per discutere sulle alte e basse maree, evidenza fisica del sistema copernicano in generale e del moto terrestre in particolare.


· Giornata quarta: è dedicata interamente all'argomento del flusso e reflusso del mare, considerato erroneamente da Galilei come vero e proprio elemento probatorio dell'ipotesi copernicana.




Il Dialogo è impostato e portato avanti da tre diversi personaggi: due di questi, Salviati e Simplicio, sono due scienziati; il terzo invece è un patrizio veneziano, Sagredo. La scelta dei personaggi e il loro numero infatti non è casuale: Galileo utilizza i due scienziati come portavoce dei due massimi sistemi del mondo, cioè delle due teorie che in quel periodo andavano scontrandosi. Il terzo interlocutore rappresenta invece il discreto lettore, l'intendente di scienza, colui a cui è destinata l'opera: interviene infatti nelle discussioni chiedendo delucidazioni, contribuendo con argomenti più colloquiali, comportandosi come un medio conoscitore di scienza.


Salviati è uno scienziato e astronomo proveniente da una nobile famiglia fiorentina. Si fa portavoce delle idee copernicane di Galileo: viene descritto dall'autore come uno scienziato con una personalità equilibrata, acuto e soprattutto razionale. Nel Dialogo ha una duplice funzione: controbattere alle teoria di Simplicio e allo stesso tempo correggere le ingenuità di Sagredo, cercando quindi di chiarire le evidenti difficoltà che comportava la teoria copernicana del tempo.


Sagredo è un nobile e colto veneziano, di idee progressiste e di grande esperienza, si interessa al dibattito sebbene non sia un astronomo professionista; egli costituisce una sorta di moderatore tra le due parti e rappresenta i destinatari dell'opera: persone curiose ma per nulla esperte della materia trattata.


Simplicio è un peripatetico dalla rigida impostazione propria dei docenti di filosofia naturale (ossia di fisica) delle università italiane del tardo Rinascimento. Diversamente dal caso di Salviati e di Sagredo, il suo nome non si riferisce a un contemporaneo di Galilei: il suo nome ricorda infatti quello di un celebre commentatore delle opere di Aristotele, Simplicio di Cilicia, ed è utilizzato per identificare il difensore delle posizioni degli scienziati appartenenti alla corrente strettamente aristotelica.



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