Se prendiamo in considerazione una pagina del Dialogo, possiamo chiaramente rilevare come la dimensione teorica sia calata in un contesto reale.
Sagredo, durante la seconda giornata, racconta ai suoi interlocutori il celebre aneddoto del notomista, che sezionando un cadavere mostra ad un dotto peripatetico come, in contrasto con l'opinione comune, il fascio di nervi parta dal cervello e non dal cuore . La risposta del peripatetico è esemplare: non vuol credere alla propria esperienza visiva , perché in contrasto con quanto sostenuto da Aristotele.
Seguiamo il brano da vicino:
" Mi trovai un giorno in casa un medico molto stimato in Venezia, dove alcuni per loro studio, ed altri per curiosità, convenivano tal volta a veder qualche taglio di notomia per mano di uno veramente non men dotto che diligente e pratico notomista. Ed accadde quel giorno, che si andava ricercando l’origine e nascimento de i nervi, sopra di che è famosa controversia tra i medici Galenisti ed i Peripatetici; e mostrando il notomista come, partendosi dal cervello e passando per la nuca, il grandissimo ceppo de i nervi si andava poi distendendo per la spinale e diramandosi per tutto il corpo, e che solo un filo sottilissimo come il refe arrivava al cuore, voltosi ad un gentil uomo ch’egli conosceva per filosofo peripatetico, e per la presenza del quale egli aveva con estraordinaria diligenza scoperto e mostrato il tutto, gli domandò s’ei restava ben pago e sicuro, l’origine de i nervi venir dal cervello e non dal cuore; al quale il filosofo, doppo essere stato alquanto sopra di sé, rispose: “Voi mi avete fatto veder questa cosa talmente aperta e sensata, che quando il testo d’Aristotile non fusse in contrario, che apertamente dice, i nervi nascer dal cuore, bisognerebbe per forza confessarla per vera”.
Come si può notare la corposità materialistica degli oggetti e degli avvenimenti è chiaramente rintracciabile nella concretezza esatta ed efficace dei nervi del cadavere sezionato.
la lingua usata è chiara, con vocaboli d'uso comune; realismo e comicità divengono così strumenti usati contro l'astrattezza scolastica e la pigrizia intellettuali degli aristotelici.
La grande lezione è quella del realismo comico di alcune novelle del Decameron.
Si veda a proposito la novella di Calandrino (come Simplicio) preso in giro da Bruno e Buffalmacco
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